Quando la dermatologia incontra la psicologia: parlare di dismorfofobia oggi - Dottoressa Sabrina Longhitano

SABRINA LONGHITANO



Ho deciso di aderire al progetto Oltre la Dismorfofobia perché oggi la dismorfofobia non è più una tematica di nicchia. È una realtà sempre più presente nella pratica clinica quotidiana, non solo in ambito psicologico ma anche in dermatologia, tricologia e medicina estetica.

Sempre più spesso mi trovo di fronte a pazienti con una pelle sana, un viso armonico o capelli oggettivamente normali che tuttavia vivono un disagio profondo e sproporzionato rispetto al quadro clinico reale. In questi momenti diventa evidente come il mio lavoro non riguardi soltanto la cura della pelle o dei capelli, ma la relazione che una persona ha con il proprio corpo. È qui che la dermatologia incontra la psicologia.

Uno degli ambiti maggiormente colpiti dalla dismorfofobia è quello della skincare. Negli ultimi anni si parla sempre più di dermorexia, un termine che descrive l’ossessione patologica per la cura della pelle. Routine estremamente complesse, stratificazioni eccessive di prodotti, acquisti compulsivi e l’illusione di una pelle perfetta e luminosa sono comportamenti sempre più diffusi, soprattutto tra adolescenti e giovanissimi.

Particolarmente preoccupante è il fenomeno dei cosiddetti Sephora Kids: bambini e preadolescenti che utilizzano prodotti non adatti alla loro età e alla loro pelle, spinti da modelli irrealistici di perfezione. In realtà, per una pelle sana senza patologie, i passaggi fondamentali della skincare sono pochi e semplici: detersione, idratazione e fotoprotezione. Tutto il resto, se non indicato, può diventare dannoso.

I social media e il contesto socioculturale attuale giocano un ruolo determinante. Viviamo immersi in standard estetici irraggiungibili che rendono inaccettabile qualsiasi imperfezione, anche temporanea. Eppure la pelle è un organo dinamico, fortemente influenzato dagli ormoni durante le diverse fasi della vita: adolescenza, gravidanza, postpartum e menopausa. Normalizzare questi cambiamenti significa restituire sicurezza e consapevolezza, evitando di patologizzare ciò che è fisiologico.

Un discorso simile vale per i capelli, profondamente legati all’identità e all’immagine di sé. Anche in tricologia incontro spesso pazienti senza una reale patologia, ma con una sofferenza importante accompagnata da comportamenti ossessivi e da una continua ricerca di conferme o trattamenti non necessari.

La gestione del paziente dismorfofobico richiede grande attenzione. Il rischio è quello di medicalizzare inutilmente o, al contrario, di sminuire il disagio. La chiave è l’empatia e la costruzione di un’alleanza terapeutica che permetta di affrontare anche la componente psicologica, spesso legata all’ansia. In molti casi è fondamentale un approccio multidisciplinare che includa un percorso psicologico o psichiatrico.

Particolarmente delicato è l’ambito della medicina estetica. Il desiderio di migliorarsi o accompagnare consapevolmente l’invecchiamento non è patologico. Diventa invece un campanello d’allarme quando i trattamenti nascono da una percezione distorta di sé e portano a un’insoddisfazione costante. In questi casi il vero atto medico è saper dire no, spiegando con empatia le motivazioni.

Allo stesso tempo è importante ribadire che non tutto è dismorfofobia. Acne, alopecie e altre patologie reali meritano attenzione, diagnosi e cure adeguate. Ignorare un disagio reale è dannoso quanto trattare inutilmente chi non ne ha bisogno.

La bellezza non è perfezione.
La bellezza è consapevolezza.
E abbattere gli stereotipi significa restituire alle persone un rapporto sano con il proprio corpo.

Questo è il cuore del progetto Oltre la Dismorfofobia.



Dottoressa Sabrina Longhitano


Nata e cresciuta in Sicilia, ho scelto di lasciare la mia terra per seguire una passione nata durante l’università: la dermatologia.

Mi sono specializzata a Modena con focus oncologico, lavorando poi presso lo stesso Policlinico che mi ha accolta per la formazione e collaborando successivamente con gli ospedali di Carpi, Sassuolo e Mirandola.

Amo profondamente il mio lavoro e credo in una dermatologia fatta di studio continuo, rigore scientifico e attenzione reale alla persona. Per questo mi aggiorno costantemente attraverso corsi, congressi e percorsi di alta formazione.

Nel 2024 ho conseguito anche il Master biennale in Medicina Estetica presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, integrando l’approccio clinico con una visione estetica naturale, consapevole e personalizzata.

Mi occupo con dedizione di acne (adolescenziale e tardiva) e di tricologia, seguendo centinaia di pazienti. Credo che l’attenzione al dettaglio, i percorsi terapeutici costruiti su misura e l’aspetto empatico siano fondamentali per migliorare concretamente la qualità di vita, l’autostima e il benessere psicologico dei pazienti.

Contatti

Email: sabrina.longhitano@gmail.com

Instagram: @dermatologica_mente

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